Gennaio 2026 ha segnato un momento spartiacque per le stablecoin, con il volume totale delle transazioni on-chain che ha superato i 10.000 miliardi di dollari in un solo mese. USDC ha dominato questo incremento, elaborando pagamenti per oltre 8.400 miliardi di dollari, distanziando nettamente le rivali e superando i volumi mensili di pagamento combinati di Visa e Mastercard.
Eppure, nonostante questa crescita esplosiva, Circle, l’emittente di USDC, continua a registrare una netta discrepanza tra la realtà on-chain e la valutazione di mercato.
SponsoredUSDC raggiunge 8.400 miliardi di dollari in transazioni a gennaio, mentre il titolo Circle crolla dell’80%
Secondo i dati di Artemis, l’attività delle stablecoin di gennaio rappresenta uno dei segnali più forti che i dollari digitali stanno superando le applicazioni crypto di nicchia per entrare nell’infrastruttura finanziaria mainstream.
Il responsabile marketing di Circle, Peter Schroeder, ha osservato che il volume delle transazioni in stablecoin ha superato i 10.000 miliardi di dollari solo a gennaio, con USDC che ha rappresentato la grande maggioranza dei flussi (8.400 miliardi di dollari).
Per confronto, Visa e Mastercard insieme di solito processano circa 2.000 miliardi di dollari in pagamenti mensili. Tuttavia, pare che gli investitori restino scettici. Il titolo di Circle è sceso di circa l’80% dal suo massimo di soli sette mesi fa, una divergenza che ha acceso un intenso dibattito tra analisti e partecipanti al mercato.
Dan Tapiero, dirigente di un fondo azionario, ha sottolineato che mentre nel 2025 le stablecoin hanno registrato 33.000 miliardi di dollari di volume totale e 10.000 miliardi di dollari solo a gennaio, le azioni di Circle continuano a scontare un fallimento invece che la crescita su larga scala.
Sponsored Sponsored“USDC era 8.000 miliardi di dollari di quel totale… in un mese”, ha dichiarato Tapiero, sostenendo che il mercato totale indirizzabile (TAM) per le stablecoin potrebbe superare i 1.000.000 miliardi di dollari nel tempo.
Anche altri condividono l’opinione che il mercato stia classificando erroneamente il ruolo di Circle, sostenendo che gli investitori la considerino ancora come una fintech invece che come parte integrante dell’infrastruttura finanziaria.
Se così fosse, si sottovaluterebbe l’importanza strategica dei dollari digitali regolamentati nei pagamenti, nelle operazioni di tesoreria, nel cambio valuta estero e nei mercati dei capitali.
La chiarezza normativa alimenta la crescita di USDC mentre i mercati non colgono il segnale
Circle stessa ha sposato questa narrazione, affermando che ormai le stablecoin operano su scala globale dopo la convergenza tra chiarezza normativa, adozione istituzionale e tecnologia on-chain.
SponsoredLa discrepanza tra utilizzo e valutazione rispecchia un andamento più ampio nel settore crypto, con analisti che sottolineano come i volumi di 10.000 miliardi di dollari delle stablecoin registrati a gennaio annualizzati corrispondano a circa 120.000 miliardi di dollari – quasi 40 volte la capitalizzazione complessiva del mercato crypto di circa 3.000 miliardi di dollari.
In questo contesto, le stablecoin appaiono sempre di più come il prodotto crypto legato al mondo reale di maggior successo, anche se gli asset correlati faticano a riflettere questa realtà.
Nel frattempo, la regolamentazione resta un elemento chiave di differenziazione per la stablecoin di Circle. Il successo di USDC è ampiamente attribuito all’approccio “compliance-first” di Circle, che le ha permesso di guadagnare spazio tra le istituzioni, in un contesto globale di forte attenzione verso gli asset digitali.
Sponsored SponsoredI dati di Artemis mostrano che l’utilizzo delle stablecoin è passato da circa 1.000 miliardi di dollari a inizio 2023 a livelli record oggi, con USDC che rafforza il proprio vantaggio su USDT in vari indicatori di attività.
Allo stesso tempo, la liquidità continua a crescere. L’offerta totale di stablecoin si avvicina a un massimo storico di circa 310 miliardi di dollari, portando alcuni analisti a definire il mercato come seduto su oltre 300 miliardi di dollari pronti all’uso, la cosiddetta “dry powder” da deployare.
Questa rappresenta una domanda latente in attesa di segnali macro più chiari e certezza regolamentare.