Avalanche (AVAX), una blockchain layer-1 che nel 2021 era considerata una rivale di Ethereum, ha visto il suo prezzo crollare di oltre il 94% rispetto al massimo storico (ATH). Entro il 2026, resta da capire se esistano catalizzatori in grado di aiutare questa altcoin a recuperare terreno.
Dietro la deludente performance del prezzo, gli sviluppi infrastrutturali e la crescente adozione istituzionale stanno delineando uno scenario di ripresa potenzialmente promettente per l’ecosistema.
Una spinta dal Giappone, quando 2 miliardi di dollari si muovono “on-chain” con Avalanche
Uno degli sviluppi più significativi che rafforzano la posizione di Avalanche è la decisione di Progmat di migrare i suoi asset su Avalanche, la più grande piattaforma giapponese di security token (token di titoli digitali).
Oltre 2 miliardi di dollari in real world asset tokenizzati (RWA), tra cui immobili e obbligazioni societarie, stanno passando dalla piattaforma Corda a Avalanche.
Un report di Avalanche spiega in dettaglio che attualmente Progmat rappresenta circa il 63% del volume di emissione e il 53,8% dei progetti nel mercato giapponese dei security token, con un valore totale di emissione superiore a 216,9 miliardi di yen. Si prevede che il mercato superi 1.050 miliardi di yen (circa 7 miliardi di dollari) entro la fine del 2026.
La decisione di Progmat di scegliere Avalanche rispetto alle piattaforme concorrenti rappresenta un forte riconoscimento della tecnologia di Avalanche. La rete permette alle istituzioni finanziarie di creare blockchain personalizzate conformi alle regolamentazioni, sfruttando al contempo la sicurezza della rete principale.
Come VanEck vede Avalanche
Un recente report della società d’investimento VanEck spiega in dettaglio i motivi per cui Avalanche continua a mantenere il suo appeal.
VanEck sottolinea che il cuore del sistema è il meccanismo di consenso Snowman. Questo meccanismo consente la produzione dei blocchi in soli 1,2 secondi e realizza una finalità delle transazioni quasi immediata.
“La concorrente di Avalanche, Ethereum, produce blocchi ogni 12 secondi, mentre la finalità richiede circa 12,8 minuti. Questo permette agli utenti di Avalanche di vedere le loro transazioni concluse entro pochi secondi, dando alla chain vantaggi pratici significativi per le applicazioni finanziarie”, spiega in dettaglio il report di VanEck.
Il report sottolinea anche che le commissioni di transazione di Avalanche, inferiori rispetto alle concorrenti, rappresentano un vantaggio competitivo.
Inoltre, l’ETF su Avalanche spot di VanEck resta attualmente l’unico ETF su AVAX negoziato sul mercato.
Tuttavia, i dati mostrano che la domanda degli investitori per questo tipo di esposizione resta modesta. Dopo un mese di negoziazioni, il patrimonio netto totale ha raggiunto 11,5 milioni di dollari. In confronto, gli ETF su LINK hanno attirato oltre 81 milioni di dollari, mentre gli ETF su SOL hanno superato 800 milioni di dollari.
AVAX può riconquistare l’antico splendore?
Un report di CryptoRank mostra che, tra le principali altcoin, AVAX e DOT hanno registrato i peggiori drawdown, entrambi superiori al 94%. Un tale calo rappresenta un duro colpo per molti investitori.
Tuttavia, i dati di Avalanche segnalano un momentum positivo a febbraio, poiché gli utenti sono tornati sulla rete. Gli indirizzi attivi giornalieri hanno superato quota 1.300.000, segnando il livello più alto nella storia di questa blockchain layer-1.
“Il nuovo slogan di AVAX dovrebbe essere: credi nella tecnologia, non nel prezzo”, ha dichiarato l’investitore Emperor Osmo.
Un recente report di BeInCrypto sottolinea anche un sentimento negativo diffuso, spingendo molti investitori a esitare prima di allocare capitali. Tuttavia, quando i flussi di capitale torneranno, i progetti con solidi fondamentali potrebbero diventare le scelte prioritarie degli investitori.