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Coinbase ritira il supporto al CLARITY Act dopo la riscrittura al Senato

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Scritto e revisionato da
Mohammad Shahid

15 gennaio 2026 00:19 CET
  • Coinbase ha ritirato il supporto al CLARITY Act dopo che il Senato ha riscritto parti fondamentali del disegno di legge.
  • La bozza del Senato aumenta i poteri della SEC, limita le ricompense delle stablecoin ed estende la supervisione sulla DeFi.
  • Secondo alcune segnalazioni non confermate, il Senato potrebbe ora rinviare o annullare l’esame del disegno di legge.
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Il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, ha dichiarato nella tarda serata di martedì che l’azienda non può più supportare la versione del Senato USA del disegno di legge sulla struttura del mercato crypto dopo che i legislatori hanno introdotto modifiche sostanziali al CLARITY Act.

Ha affermato che la bozza del Comitato Bancario del Senato “spezza parti fondamentali della struttura di mercato” e crea rischi per le equity tokenizzate, DeFi, stablecoin e i mercati crypto aperti.

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La CLARITY Act è appena cambiata

Coinbase ha ritirato il proprio supporto poche ore prima che il Senato dovesse avanzare il disegno di legge verso il markup in commissione.

Allo stesso tempo, fonti di Capitol Hill stanno facendo circolare segnalazioni non confermate secondo cui il markup previsto per domani potrebbe essere cancellato in seguito alla decisione di Coinbase.

Le segnalazioni restano voci di corridoio, ma evidenziano il crescenti rischi politici attorno al disegno di legge.

Armstrong ha spiegato in dettaglio quattro principali preoccupazioni nella sua dichiarazione. Il divieto di fatto sulle equity tokenizzate significa che le azioni e gli strumenti finanziari basati su blockchain non possono essere scambiati liberamente sulle infrastrutture crypto.

Il CEO di Coinbase ritiene che il disegno di legge aumenti l’accesso del governo ai dati sulle transazioni DeFi spingendo i protocolli decentralizzati sotto il Bank Secrecy Act e i regimi antiriciclaggio.

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In particolare, le ultime modifiche attribuiscono un controllo più ampio alla SEC sui mercati crypto. Questo potrebbe riportare nel settore i problemi dell’era Gensler.

Infine, ha dichiarato che la bozza contiene previsioni su stablecoin e banche che consentono alle banche di limitare la concorrenza e frenare le ricompense native del settore crypto.

Cosa è cambiato nella riscrittura al Senato

Il Comitato Bancario del Senato non sta votando sul CLARITY Act già approvato dalla Camera. Sta invece usando una completa riscrittura nota come “amendment in the nature of a substitute” (emendamento sostitutivo).

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Quella bozza apporta diversi cambiamenti significativi a come i mercati crypto statunitensi sarebbero regolamentati.

Ecco un semplice confronto diretto su cosa è cambiato.

CLARITY Act originale vs riscrittura del Senato

Coinbase è l’exchange di criptovalute regolamentato più grande degli Stati Uniti e una delle voci del settore più attive nelle politiche di Washington.

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Il suo ritiro pubblico segnala ai legislatori che il disegno di legge potrebbe non avere più il supporto dell’industria in un momento cruciale.

Questo è importante perché i comitati Banking e Agriculture del Senato hanno bisogno del supporto bipartisan per far avanzare la proposta di legge.

Cosa succede ora per il CLARITY Act?

Questa settimana il Senato doveva iniziare il markup in commissione. È la fase in cui i legislatori dibattono formalmente e votano sugli emendamenti.

Tuttavia, dopo la dichiarazione di Coinbase, alcuni addetti ai lavori delle policy affermano ora che la leadership potrebbe rimandare o cancellare il markup per evitare un crollo pubblico del supporto.

Per ora, il disegno di legge resta in una fase di incertezza. Ma la battaglia su chi controllerà le crypto, le stablecoin e la DeFi negli Stati Uniti è chiaramente entrata nella sua fase più delicata fino ad oggi.

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