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Ecco tutti i motivi per cui la vision 2026 di Coinbase non sta convincendo gli utenti

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Scritto e revisionato da
Lockridge Okoth

02 gennaio 2026 11:26 CET
Affidabile
  • La roadmap 2026 di Coinbase promette un exchange "tutto in uno", ma, secondo gli utenti, l’esecuzione e la sicurezza sono ancora indietro.
  • Gli sviluppatori criticano Base per aver favorito gli insider, le meme coin e gli esperimenti sociali invece della vera utilità.
  • Il retail vuole strumenti finanziari integrati, non app frammentate o distrazioni sociali on-chain.
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Il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, ha svelato l’ambiziosa roadmap dell’azienda per il 2026, promettendo un “everything exchange” globale.

Sebbene la visione sia audace, anche utenti e sviluppatori stanno esprimendo frustrazione, segnalando un divario crescente tra le priorità dichiarate di Coinbase e le loro esperienze concrete.

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Brian Armstrong sotto tiro mentre la roadmap 2026 di Coinbase affronta le critiche degli utenti

Secondo il dirigente di Coinbase, l’app Everything comprenderebbe crypto, azioni, materie prime e mercati predittivi. Includerebbe anche stablecoin scalabili e pagamenti, oltre a una maggiore integrazione degli sviluppatori tramite la chain Base e la Base App.

“Stiamo facendo grandi investimenti sulla qualità dei prodotti e sull’automazione alla base di tutto questo. L’obiettivo è rendere Coinbase l’app finanziaria numero uno al mondo,” ha scritto Armstrong.

I critici hanno a lungo evidenziato lacune sulla sicurezza. Nel 2025, Coinbase ha subito una violazione dei dati che avrebbe coinvolto la partecipazione di un insider.

“Brian non considera ancora la sicurezza degli utenti una priorità per Coinbase. Si sarebbe potuto evitare. Un anno dopo, invece di risolvere quella situazione, la leadership dice ‘portatemi altri agnelli al mio mattatoio, per favore,’” ha scritto Tay, un noto utente su X (ex Twitter).

Nonostante l’attenzione di Armstrong per l’espansione globale e l’automazione nel 2026, molte persone ritengono che sicurezza e assistenza clienti restino trascurati.

Il malcontento nei confronti della Base App ha aggravato la frustrazione. Il wallet self-custody rinominato, progettato come un ibrido tra trading, feed social e messaggistica sulla chain Layer-2 Base di Coinbase, è stato criticato per aver dato priorità alle creator e alle content coin rispetto a progetti DeFi o gaming di reale valore.

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“Tutto su Base è spazzatura… La vostra punta di diamante è un generatore di scam token,” ha affermato un altro utente, riflettendo un sentimento diffuso tra gli sviluppatori che si sentono ignorati a meno che non siano allineati con la leadership di Base o ex dipendenti di Coinbase.

Molti builder riportano di sentirsi poco supportati e manipolati dal management di Base. In un lungo post, la sviluppatrice Coco ha sostenuto che Coinbase di fatto compete con i propri builder, favorendo chi è all’interno rispetto ai progetti più solidi e duraturi.

“Smettete di supportare autentici truffatori… Supportate i builder legittimi, non SouljaBoy o Sahil,” ha scritto Coco, sottolineando il rischio che i migliori talenti possano abbandonare l’ecosistema se la chain continuerà a privilegiare le logiche interne rispetto al merito.

BeInCrypto ha recentemente parlato della polemica su Soulja Boy, esplosa dopo che il creatore di Base, Jesse Pollak, ha promosso una meme coin collegata al rapper e produttore discografico statunitense.

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Il retail vuole una super app finanziaria, non esperimenti sociali

Anche gli utenti si interrogano sulla scelta di Coinbase di puntare di più sugli aspetti social rispetto all’utilità finanziaria. Mentre Armstrong punta sull’onboarding tramite la Base App, i trader retail sostengono che l’azienda stia trascurando la nuova generazione di utenti finance.

“Il retail vuole scommettere, investire, risparmiare, guadagnare, fare trading, prelevare contanti, pagare l’affitto e fare tutto nello stesso momento… Coinbase non lo capisce,” ha spiegato l’utente Evfiend, evidenziando la minaccia rappresentata da piattaforme come Robinhood, capaci di offrire servizi finanziari integrati senza costringere gli utenti a navigare tra app frammentate.

Le decisioni regolamentari hanno reso tutto ancora più confuso. Coinbase intende disattivare le rampe di accesso e uscita in Argentina, una regione dove le stablecoin sono molto diffuse. Questo solleva domande sulla natura regolatoria, politica o interna di queste scelte.

Infine, anche analisti e utenti sottolineano un divario tra roadmap ed esecuzione, con risultati operativi che in passato non hanno rispettato le promesse. Questo riguarda sia i listing di token che la scarsa trasparenza nelle decisioni sulla chain Base.

I builder storici su Base confermano questo, parlando di un “campo di gioco irregolare e ingiusto”, dove il merito spesso passa in secondo piano rispetto all’allineamento interno. Molti utenti percepiscono la strategia di Armstrong come ripetitiva e scollegata dalle esigenze della community.

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“Stanno usando la stessa strategia ormai da tempo… Le cose che dicono non corrispondono a quelle che fanno,” ha twittato Rbthreek, evidenziando il crescente gap di credibilità sia verso gli utenti retail che verso gli sviluppatori.

Nonostante queste critiche, alcuni vedono comunque potenzialità nella visione di Coinbase per il 2026. Gli utenti riconoscono la promessa della chain Base per i pagamenti on-chain e la diffusione tra il retail, mentre la Base App potrebbe in futuro semplificare il social trading se l’esecuzione si allineerà ai bisogni della community.

Eppure, senza affrontare i temi della sicurezza, della fiducia da parte degli sviluppatori e della distanza tra ambizione e capacità realizzativa, Coinbase rischia di allontanare proprio gli utenti che vorrebbe conquistare con la sua roadmap.

Nel momento in cui Armstrong punta a un “everything exchange” globale, i critici sostengono che prima Coinbase debba dimostrare di poter davvero garantire sicurezza, supporto e valorizzazione dei suoi utenti attuali, prima di scommettere sul futuro della social finance on-chain.

Fino ad allora, il 2026 potrebbe essere un anno di grandi promesse, ma anche di crescente scetticismo.

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