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Il Clarity Act si avvicina alla discussione di aprile mentre le principali regole crypto cambiano

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Scritto e revisionato da
Mohammad Shahid

31 marzo 2026 00:23 CET
  • Il Senato punta ad aprile per la discussione del CLARITY Act, con il testo finale atteso a breve.
  • Il rendimento delle stablecoin è stato in gran parte rimosso, sostituito da ricompense limitate basate sull’attività.
  • Le protezioni DeFi sono state rafforzate, ma per l’approvazione sono stati sacrificati incentivi crypto fondamentali.
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Il Senato degli Stati Uniti si sta preparando ad avanzare con il Digital Asset Market CLARITY Act, con i legislatori che puntano a una votazione in commissione nella seconda metà di aprile.

Dichiarazioni recenti della senatrice Cynthia Lummis suggeriscono che il testo legislativo definitivo potrebbe essere pubblicato entro pochi giorni, segnalando che i negoziati sono entrati nella fase finale.

Tuttavia, la proposta di legge che si avvicina al markup risulta sostanzialmente diversa rispetto alle bozze precedenti.

Il Clarity Act è cambiato molto

Nell’ultimo mese, i legislatori hanno risolto il nodo più controverso: il rendimento delle stablecoin.

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L’ultimo compromesso, infatti, vieta il rendimento passivo sui saldi delle stablecoin, in linea con le richieste del settore bancario.

In cambio, la legge dovrebbe permettere premi limitati, basati su attività legate ai pagamenti o all’utilizzo delle piattaforme.

Questo rappresenta un chiaro cambio di direzione rispetto alle proposte iniziali che lasciavano spazio a una più ampia distribuzione dei rendimenti. Le aziende crypto avevano spinto per mantenere il rendimento come incentivo centrale per gli utenti, ma questa posizione è stata in gran parte sacrificata per ottenere il sostegno bipartisan.

Il settore crypto ha sacrificato il reddito passivo per la protezione DeFi

Allo stesso tempo, i legislatori hanno deciso di rafforzare le tutele per la finanza decentralizzata (DeFi). È atteso un aggiornamento del testo che chiarisca come gli sviluppatori e i protocolli non custodial non verranno trattati come intermediari finanziari.

In questo modo vengono affrontate le preoccupazioni dell’industria secondo cui le prime versioni avrebbero potuto imporre agli sviluppatori obblighi di compliance simili a quelli per le banche.

Nel frattempo, la struttura portante della legge rimane intatta. Essa stabilisce ancora una divisione formale tra la Commodity Futures Trading Commission e la Securities and Exchange Commission, assegnando alla CFTC l’autorità sulle commodities digitali e mantenendo la supervisione della SEC sugli asset con contratto d’investimento.

Ciononostante, la pressione politica sta influenzando la tempistica. Il senatore Bernie Moreno ha avvertito che, se il disegno di legge non verrà approvato entro maggio, più ampia legislazione sulle risorse digitali rischia di essere bloccata fino al termine del ciclo delle elezioni di metà mandato del 2026.

Di conseguenza, i legislatori stanno ora cercando di bilanciare rapidità e compromesso. Il CLARITY Act potrebbe offrire finalmente una tanto attesa chiarezza normativa, ma solo dopo che l’industria avrà abbandonato alcune delle sue caratteristiche più controverse.

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