Il prezzo di Bitcoin ha lievemente testato quota $90.000 mercoledì, proseguendo il rimbalzo iniziato dopo il forte sell-off della scorsa settimana. Il movimento avviene in attesa della decisione sui tassi del Federal Open Market Committee (FOMC) prevista per oggi.
Tuttavia, gli analisti avvertono che questo movimento rappresenta un sollievo piuttosto che una vera soluzione, mentre i mercati crypto si preparano ad affrontare una fitta serie di rischi macroeconomici e di politica statunitense.
SponsoredBitcoin testa $90.000, ma venti contrari macro e politici mantengono i rischi al ribasso
Secondo il Market Colour del 28 gennaio di QCP Capital, il recupero di Bitcoin ha allentato la pressione immediata sulle liquidazioni senza però rimuovere le forze strutturali che tengono alta la richiesta di protezione dal ribasso.
Il recupero da parte di BTC della zona compresa tra $88.000 e $89.000 resta rilevante dal punto di vista tecnico. Gli analisti di QCP descrivono $88.000 come il livello di una “botola”. Tale definizione deriva dal fatto che le recenti rotture hanno innescato rapidi affondi trainati dalle liquidazioni, mentre veloci recuperi hanno riportato il prezzo all’interno del range.
Una permanenza stabile sopra quel livello conta più di brevi movimenti intraday, soprattutto con i catalizzatori macro che si stanno avvicinando nei prossimi giorni. Questi catalizzatori stanno arrivando rapidamente. I mercati si concentrano su:
- La decisione sui tassi del FOMC attesa per oggi
- La scadenza per il finanziamento del governo USA del 30 gennaio che mantiene vivo il rischio di uno shutdown, e
- Nuova programmazione al Senato riguardo la legislazione sulla struttura del mercato crypto.
Allo stesso tempo, i mercati valutari esteri restano instabili in seguito ai segnali di controllo sui tassi USD/JPY che hanno messo in luce la rapidità con cui possono sciogliersi posizioni affollate.
I mercati delle opzioni riflettono questo profilo di rischio asimmetrico. La volatilità rimane relativamente contenuta e la struttura temporale conserva la conformazione in contango, suggerendo consolidamento invece di un vero e proprio crollo.
Sponsored SponsoredTuttavia, la coda sinistra resta appetibile. Uno skew negativo e le opzioni downside a breve scadenza costose evidenziano una domanda di copertura contro rischi di gap più che un’aspettativa di espansione graduale della volatilità.
“…una volatilità superficiale calma non equivale a sicurezza, dato che i trader continuano a coprirsi dai rischi di gap,” hanno spiegato in dettaglio gli analisti di QCP.
Le aspettative di tassi restrittivi si consolidano mentre Bitcoin si decoupla dalle azioni USA in forte rialzo
Oltre al rischio macro di breve termine, anche le pressioni strutturali pesano sul sentiment. Aurelie Barthere, Principal Research Analyst di Nansen, afferma che i mercati hanno già interiorizzato una posizione più “hawkish” da parte della Federal Reserve.
“I mercati stanno prezzando meno di due tagli dei tassi da 25 punti base entro la fine del 2026, implicando un tasso Fed Fund intorno al 3,2%,” ha dichiarato in un commento a BeInCrypto.
Infatti, le aspettative di tagli ai tassi sono sostanzialmente venute meno, con il CME FedWatch Tool che mostra una probabilità ridotta al 2,8%.
SponsoredNel frattempo, il mercato OIS, che consente a istituzioni come banche, compagnie assicurative e fondi pensione di coprirsi contro le oscillazioni dei tassi di interesse, sta addirittura prezzando dei rialzi nei prossimi cinque anni, con un tasso terminale vicino al 3,8%. Secondo Barthere, Bitcoin ha già assorbito gran parte di questo cambiamento.
“Dopo non essere riuscito a mantenere il supporto a $91.000, BTC ha sviluppato una correlazione negativa con le azioni USA, un fenomeno raro, poiché le azioni continuano a salire senza che Bitcoin le segua,” ha spiegato in dettaglio.
Poiché le valutazioni azionarie appaiono sempre più tirate, Barthere ha avvertito che una correzione delle azioni “potrebbe deteriorare ulteriormente il movimento del prezzo di Bitcoin.”
Sponsored SponsoredLa paralisi delle politiche pesa sul sentiment, i mercati prezzano la capitolazione e non una ripresa del settore crypto
L’incertezza politica si somma a queste pressioni. Dal punto di vista narrativo, anche investitori e trader stanno escludendo il ‘crypto mojo’ statunitense, secondo Barthere, che cita la legislazione in stallo e le priorità politiche in cambiamento.
“Il CLARITY Act resta fermo al Senato, mentre i Repubblicani stanno dando priorità a iniziative legislative focalizzate sul potere d’acquisto in vista delle elezioni di metà mandato, riducendo così il momentum regolatorio di breve termine per le crypto.”
I dati sul posizionamento suggeriscono una crescente cautela tra segnali di capitolazione, dato che i mercati delle opzioni stanno prezzando solo una probabilità del 30% che Bitcoin possa tornare al suo massimo storico entro fine anno, insieme a serie di notevoli deflussi dagli ETF su Bitcoin ed Ethereum.
Affinché il sentiment migliori davvero, Barthere ha spiegato che sarebbe necessario un chiaro catalizzatore a livello di policy.
“Un vero catalizzatore al rialzo sarebbe un progresso nella regolamentazione crypto negli Stati Uniti,” ha spiegato. “L’approvazione del CLARITY Act al Senato, nonostante le divisioni politiche e all’interno del settore, probabilmente migliorerebbe il sentiment e riporterebbe un vento a favore specifico per le crypto.”
Fino ad allora, il superamento di quota $89.000 da parte di Bitcoin potrebbe ridurre lo stress nel breve termine. Tuttavia, con fattori macroeconomici critici all’orizzonte e la domanda di coperture al ribasso ancora elevata, i mercati restano posizionati per una fase di volatilità più che per una vera rottura al rialzo.