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Ex dipendente di Binance rivela una circostanza scioccante per il massimo storico di Bitcoin nel 2026

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Scritto e revisionato da
Lockridge Okoth

19 febbraio 2026 09:20 CET
  • Un ex dirigente di Binance prevede un massimo storico di Bitcoin nel 2026.
  • Secondo alcuni analisti, il vero catalizzatore non è l’hype per l’halving, ma l’ingegneria della liquidità.
  • Un posizionamento di consenso potrebbe innescare un breakout guidato dalla volatilità.
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Chase Guo, ex-dirigente dello sviluppo business di Binance, ha fatto una previsione audace: Bitcoin raggiungerà un nuovo massimo storico (ATH) nel 2026, ma non per i motivi che la maggior parte dei partecipanti al mercato si aspetta.

Parlando in una recente intervista, l’ex-Binance BD ha sostenuto che il prossimo grande breakout di Bitcoin non sarà guidato principalmente dal ciclo dell’halving, dall’euforia del retail o da venti macroeconomici favorevoli.

L’ingegneria della liquidità, non l’hype, potrebbe guidare il breakout di Bitcoin nel 2026

Al contrario, lui crede che il catalizzatore arriverà dal posizionamento della liquidità e dalle dinamiche strutturali interne al mercato crypto stesso.

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“La ragione sorprenderà molte persone”, ha spiegato Guo, suggerendo che le dinamiche di mercato, più che le convinzioni sul narrative, giocheranno il ruolo decisivo.

Secondo l’ex dirigente, la determinazione del prezzo degli asset crypto è governata da tre forze dominanti:

  • Liquidità
  • Attenzione
  • Struttura dei detentori di token (spesso chiamata “chip structure”)

Questi elementi, ha spiegato, definiscono il trend dei prezzi nei cicli di breve e medio termine che vanno dai sette giorni ai tre mesi.

In quest’ottica, i fondamentali di lungo periodo spesso passano in secondo piano. Sono invece gli afflussi e deflussi di capitali, il momentum sui social media e la distribuzione dei token tra i detentori a plasmare la volatilità e l’andamento dei trend.

Sebbene Bitcoin venga spesso considerato come riserva di valore nel lungo termine, l’insider ex-Binance ha sottolineato che anche BTC resta fortemente influenzato dai flussi di liquidità di breve periodo e dal posizionamento a leva.

Il consenso è l’obiettivo

Un elemento chiave delle sue previsioni per il 2026 riguarda il modo in cui i grandi player interagiscono con il consenso del mercato. Quando la maggioranza dei trader si allinea su un narrative rialzista o ribassista, la liquidità spesso si concentra su livelli di prezzo prevedibili.

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Secondo l’ex BD, questo crea opportunità per i partecipanti più sofisticati di progettare volutamente la volatilità.

“Quando si forma un consenso, diventa un bersaglio”, ha lasciato intendere, facendo riferimento a episodi storici in cui posizionamenti troppo affollati hanno portato a rapide liquidazioni e bruschi ribaltamenti del prezzo prima dell’emergere di nuovi trend.

Secondo la sua visione, il prossimo ATH di Bitcoin potrebbe emergere proprio da uno scenario di squeeze sulla liquidità — dove il posizionamento, l’esposizione ai derivati e la rotazione di capitali si allineeranno per spingere la scoperta del prezzo oltre i massimi precedenti.

Contesto della capitalizzazione di mercato

Attualmente la capitalizzazione di Bitcoin è ancora pari solo a una frazione di quella dell’oro, lasciando spazio per una crescita se le condizioni di liquidità globale dovessero restare favorevoli.

Persino una lieve rotazione di capitali istituzionali o sovrani, a suo avviso, potrebbe impattare in modo significativo i livelli di prezzo considerando la relativa scarsità dell’offerta di BTC.

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L’esperto avverte però che la strada verso nuovi massimi sarà verosimilmente volatile e controintuitiva. Invece di una crescita fluida e guidata dai narrative, lui prevede forti oscillazioni pensate per far uscire dal mercato i trader eccessivamente esposti a leva, prima di un breakout duraturo.

Un rialzo strutturale, non emotivo

A differenza dei cicli precedenti alimentati dall’entusiasmo del retail, dalla speculazione sulle meme coin o dall’hype dell’halving, il potenziale rally del 2026 potrebbe avere origine dalle dinamiche strutturali della liquidità proprie di un’infrastruttura di mercato crypto ormai matura.

Se la tesi di Guo si rivelerà corretta, il prossimo ATH non sarà semplicemente una questione di fede nell’oro digitale, ma una dimostrazione di come l’ingegneria della liquidità e il posizionamento del consenso formino i mercati crypto contemporanei.

Le osservazioni di Chase acquistano ulteriore peso se considerate nel contesto delle azioni regolatorie formali e delle ripetute accuse pubbliche.

La sua descrizione di un mercato dominato da “giochi” di liquidità e incentivi di breve termine richiama da vicino le accuse mosse dalla SEC degli Stati Uniti nella causa del 2023 contro Binance e il fondatore Changpeng Zhao.

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Il reclamo accusava pratiche di wash trading, volumi gonfiati e market-making interno finalizzato a manipolare la percezione dei prezzi.

Descrivendo la manipolazione come “aperta” e normalizzata, i commenti di Chase sembrano meno una critica isolata e più una conferma da insider delle vulnerabilità sistemiche.

Le accuse riguardanti il flash crash del 10 ottobre 2025, il cosiddetto “10/10 flash crash”, hanno ulteriormente acceso i riflettori su Binance. I critici sostengono che la struttura dell’exchange potrebbe aver amplificato le liquidazioni a catena.

Durante il violento crollo, che ha colpito Bitcoin e le principali altcoin nel giro di pochi minuti, vari utenti hanno riportato ritardi negli ordini, funzioni disabilitate e movimenti di prezzo anomali. Queste anomalie hanno portato a liquidazioni forzate a livelli ben superiori alla norma, ricordando precedenti accuse di volatilità artificiosamente ingegnerizzata.

I vertici di Binance, incluso Richard Teng e il fondatore Changpeng Zhao, hanno attribuito l’evento a shock macroeconomici e all’eccesso di leva nell’industria, negando ogni forma di manipolazione.

Tuttavia, l’episodio ha rafforzato preoccupazioni più ampie — già sollevate negli interventi della SEC statunitense — secondo cui pratiche di market-making opache e liquidità concentrata possono amplificare il rischio sistemico nelle fasi di stress.

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