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Le banche centrali e il settore privato discutono il futuro del denaro digitale in America Latina

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Scritto da
Lucas Espindola

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Modificato da
Lockridge Okoth

20 marzo 2026 15:53 CET
  • Drex ha abbandonato la blockchain dopo aver identificato l’immaturità delle soluzioni per la privacy durante i test.
  • CB Web3 riunisce 12 banche centrali in una rete regionale per testare la valuta digitale.
  • La tecnologia per la liquidità nelle valute non convertibili deve ancora maturare nella regione.
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I rappresentanti delle banche centrali, delle istituzioni multilaterali e del settore finanziario privato si sono incontrati ieri (19) a San Paolo, durante l’evento MERGE São Paulo, per discutere gli avanzamenti e le sfide della tokenizzazione degli asset e del denaro digitale nella regione.

Il panel “Tokenizzazione del denaro: CBDC, depositi tokenizzati e il futuro della liquidità digitale” ha riunito Bruno Grossi, responsabile degli asset digitali presso Inter; Jaime Pradenas Baeza, responsabile dell’hub di tecnologia finanziaria presso la Banca Centrale del Cile; e Nayam Hanashiro, responsabile dei progetti strategici e dei beni pubblici digitali presso LNET.

Il moderatore era Luis De Magalhães, responsabile del team America Latina per BeInCrypto.

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Il problema centrale, la frammentazione dei sistemi

Per Bruno Grossi, la principale sfida che il sistema finanziario attuale deve affrontare è la frammentazione tecnologica.

Secondo lui, la tokenizzazione del denaro, un processo che converte gli asset finanziari in token digitali registrati su una blockchain (una sorta di registro digitale decentralizzato), può funzionare come una “lingua franca” tecnologica, consentendo ai diversi sistemi di comunicare.

La proposta di Grossi è che le stablecoin (valute digitali ancorate a un asset stabile, come il dollaro) e il denaro delle banche centrali tokenizzato operino con tecnologie simili, migliorando così il regolamento e il movimento dei fondi tra città, paesi e banche.

La prospettiva dell’autorità di regolamentazione cilena

Jaime Pradenas Baeza ha sottolineato che l’innovazione nei metodi di pagamento non è una novità e che l’attuale discussione rappresenta un ulteriore passo nell’evoluzione storica del denaro. Per lui, il punto centrale è come regolare, ovvero finalizzare e confermare, le transazioni con asset tokenizzati.

Pradenas Baeza ha spiegato che la Banca Centrale del Cile ha condotto una proof of concept (POC, un test pratico e controllato di un’idea) per liquidare asset tokenizzati con il denaro della banca centrale in un ambiente all’ingrosso, senza dover necessariamente emettere una valuta digitale pubblica.

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L’esecutivo ha anche presentato una tassonomia dell’FMI (Fondo Monetario Internazionale) che classifica i diversi modi di regolamentare le transazioni attraverso la DLT (distributed ledger technology, la base tecnica della blockchain): dalle piattaforme gestite esclusivamente dalla banca centrale, ai modelli misti con il settore privato.

“Il denaro è fiducia, in fondo”, ha riassunto Pradenas Baeza.

Il caso Drex, avanzate e ritirate strategiche

Bruno Grossi ha spiegato in dettaglio Drex, un progetto della Banca Centrale del Brasile per la creazione di una valuta digitale della banca centrale. Il progetto ha attraversato due fasi di test con 16 istituzioni finanziarie.

Durante i test è stato identificato che le soluzioni di privacy disponibili per Ethereum (una delle principali blockchain pubbliche) non erano ancora sufficientemente mature.

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Alla luce di ciò, la Banca Centrale del Brasile ha scelto di fare un passo indietro e sviluppare un caso d’uso più semplice, per ora senza blockchain, ma mantenendo il concetto di valuta digitale per risolvere i problemi di liquidità e trasferimento degli asset nel sistema finanziario brasiliano.

“Drex è un esperimento per creare un nuovo sistema finanziario utilizzando nuove tecnologie”, ha riassunto Grossi.

Cooperazione regionale: 12 banche centrali sullo stesso progetto

Nayam Hanashiro ha presentato CB Web3, un’iniziativa dell’IDB Lab realizzata da LNET, una fondazione non profit nata dal programma LACChain della Banca Interamericana di Sviluppo.

Il progetto riunisce 12 banche centrali di America Latina e Caraibi in una testnet per emettere, riscattare e testare casi d’uso delle valute digitali, incluso il regolamento cross-chain (pagamenti e trasferimenti tra diversi paesi).

L’iniziativa prevede anche il coinvolgimento di CEMLA (Centro Studi Monetari Latinoamericani) e FLAR (Fondo Latinoamericano di Riserva). Tutto il codice e le conoscenze saranno resi disponibili come bene pubblico digitale, aperti al settore privato e alla comunità.

Pradenas Baeza ha confermato che esiste cooperazione tra le banche centrali della regione, compresi scambi di esperienze con il Brasile sulle lezioni apprese da Drex, sebbene non abbia formalmente confermato la partecipazione del Cile a CB Web3.

Il dibattito che non può aspettare

Infine, ai relatori è stata posta la domanda su quale questione urgente richieda una risposta nei prossimi 12 mesi.

Per Hanashiro, la questione centrale è come bilanciare il ritmo dell’innovazione nel settore privato, tra stablecoin e deposit token, con i percorsi istituzionali pubblici, preservando la sovranità digitale e la stabilità finanziaria.

Pradenas Baeza ha sottolineato la necessità di comprendere la coesistenza tra le diverse forme di denaro digitale e i rischi e benefici di ciascuna.

Grossi ha evidenziato che dal punto di vista tecnico c’è ancora molto da costruire, citando le soluzioni AMM (automated market maker) come esempio di uno strumento che necessita ancora di maturare per abilitare questi sistemi.

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