Il prezzo di Cardano entra a febbraio in una posizione scomoda ma interessante. Gennaio dovrebbe chiudersi in rialzo, con ADA in aumento di circa il 5,48% da inizio mese, seguendo da vicino la sua mediana storica di gennaio. A prima vista, questo sembra positivo. Tuttavia, la spinta verso febbraio sta svanendo. Negli ultimi sette giorni, il prezzo di Cardano è sceso di circa il 4%, mostrando esitazione anziché forza.
La storia aggiunge pressione. In base ai rendimenti mediani, febbraio è stato costantemente un mese debole per Cardano. Questo crea una tensione chiara: la stagionalità suggerisce una tendenza ribassista, ma la struttura grafica sta silenziosamente migliorando. La domanda non è se Cardano sembri forte oggi. Non lo è. La questione è se le condizioni tecniche emergenti potranno potenzialmente prevalere sulla stagionalità.
Analizzare la performance storica consente di inquadrare il contesto. La mediana del rendimento di Cardano a febbraio è negativa (-9,50%), mentre quella di gennaio è positiva. Questo spiega perché gennaio offre spesso buoni risultati, mentre febbraio tende a cancellare quei guadagni.
SponsoredVuoi altre analisi sui token come questa? Iscriviti alla newsletter crypto quotidiana dell’editor Harsh Notariya qui.
Ciononostante, la struttura del prezzo lascia spazio alla speranza.
Sul grafico a due giorni, il prezzo di Cardano si comprime all’interno di un cuneo ribassista dalla fine di ottobre. Un cuneo ribassista si forma quando il prezzo segna massimi e minimi decrescenti, ma la distanza tra questi livelli si riduce nel tempo. Questo pattern segnala spesso che la pressione di vendita si sta indebolendo progressivamente.
L’obiettivo rialzista stimato si ottiene misurando la porzione più ampia del cuneo, dal minimo iniziale fino alla sezione più spessa della struttura, proiettando quella distanza verso l’alto. Questa misura suggerisce un potenziale rialzo di circa il 90%. Si tratta di una proiezione massima, non di una previsione, applicabile solo nel caso in cui la struttura venga rotta al rialzo.
Il momentum supporta l’ipotesi, almeno in parte.
Tra il 21 novembre e il 25 gennaio, il prezzo di Cardano ha segnato un minimo più basso. Nello stesso periodo, il Relative Strength Index (RSI) ha invece registrato un minimo più elevato. L’RSI misura il momentum, ovvero la forza della pressione di acquisto e vendita. Quando il prezzo indebolisce, ma l’RSI migliora, suggerisce che i venditori stanno potenzialmente perdendo il controllo.
Questa divergenza rialzista appare sul timeframe a due giorni. Tuttavia, resta confinata alla speranza di un rimbalzo, e non di una vera inversione di tendenza, a meno che il prezzo di ADA non superi la trendline superiore del cuneo. Struttura e momentum stanno convergendo, ma manca ancora la conferma.
Da qui nasce la prossima domanda: esiste abbastanza domanda per forzare un breakout del prezzo di ADA?
Lo spot buying e il CMF migliorano, ma la storia dice che sono ancora troppo deboli
Il comportamento del mercato spot spiega perché il prezzo si sia fermato.
Durante il mese di gennaio, Cardano ha registrato prevalentemente acquisti netti costanti, che hanno sostenuto la crescita mensile del 5%. Tuttavia, la quantità degli acquisti è più importante della mera direzione. I maggiori afflussi spot di questo ciclo si sono verificati in agosto, quando i volumi netti di acquisto hanno raggiunto quasi 40,5 milioni di dollari. In quel periodo, il prezzo di ADA si muoveva vicino a $1.
Il movimento più rilevante di gennaio è stato un deflusso da 3 milioni di dollari, quasi un ordine di grandezza inferiore. Questo indica partecipazione, ma non vera convinzione.
SponsoredL’indicatore Chaikin Money Flow (CMF) conferma questa visione. Il CMF misura se i grandi player stanno accumulando o distribuendo. Tra il 5 e il 25 gennaio, il CMF è salito mentre il prezzo scendeva. Si tratta di una divergenza rialzista, che suggerisce un crescente interesse da parte dei grandi capitali su ADA.
Tuttavia, il CMF resta sotto lo zero, segnalando che complessivamente gli afflussi di capitale sono ancora più deboli dei deflussi. Al picco di agosto il CMF aveva raggiunto circa 0,16. I valori attuali sono decisamente più bassi. C’è un miglioramento visibile, ma la forza vera ancora manca.
Questo spiega perché il prezzo di Cardano non ha accelerato. Gli acquisti ci sono, ma manca la forza. Se la storia dovesse essere superata, servirà qualcos’altro a spingere il prezzo verso l’alto. Ed è qui che entrano in gioco i derivati.
Sponsored SponsoredPosizionamento e livelli di prezzo di Cardano che decidono l’esito di febbraio per Cardano
Il posizionamento nei derivati fornisce il catalizzatore mancante.
Sul mercato dei perpetual ADA di Gate, i dati degli ultimi 30 giorni mostrano circa 166,7 milioni di dollari in leva short, rispetto a circa 89 milioni di dollari in leva long. Le posizioni short superano le long di quasi due volte. Questa situazione crea vulnerabilità: se i prezzi di Cardano dovessero salire, i venditori allo scoperto sarebbero costretti a ricoprire le loro posizioni acquistando, alimentando ulteriormente il movimento.
I livelli chiave di prezzo determinano come si evolverà la situazione.
- $0,374 è il primo segnale. Un movimento sopra questo livello inizia a mettere pressione sulle posizioni short.
- $0,437 è più critico. Una rottura qui potrebbe smontare tutta la leva short esistente.
- $0,543 è il livello decisivo. Corrisponde al limite superiore del wedge discendente. Una chiusura di due giorni sopra questo livello confermerebbe la rottura e potrebbe poi attivare la proiezione del 90%.
Anche il rischio è chiaro: una chiusura di due giorni sotto $0,329 indebolirebbe la struttura del wedge. Questo scenario potrebbe avvicinare Cardano alla sua debole mediana storica di febbraio e invalidare l’impostazione rialzista.