Con la dominance di Bitcoin che si mantiene al 59% e oltre 1 miliardo di dollari in token sbloccati questa settimana, i capitali continuano a bypassare le altcoin. Ecco perché la struttura del mercato è cambiata in modo fondamentale.
Un recente report di CryptoRank mette in evidenza quattro ostacoli chiave che impediscono un ampio rally delle altcoin nel 2026, segnalando un cambiamento nelle dinamiche di mercato che potrebbe influenzare le strategie per gli anni a venire.
SponsoredI dati di mercato segnalano un forte controllo da parte di Bitcoin
I dati di mercato di oggi confermano la dominance di Bitcoin. L’Altcoin Season Index si trova a 41, ben al di sotto della soglia di 75 che indicherebbe una sovraperformance delle altcoin. Questo indice verifica se almeno il 75% delle prime 50 crypto (escludendo le stablecoin e i token garantiti da asset) ha performato meglio di Bitcoin negli ultimi 90 giorni.
Indicatori a più lungo termine confermano questo trend. L’Altcoin Month index è attualmente a 49, mentre l’Altcoin Year index è sceso a 29. Questi valori riflettono la costante forza di Bitcoin su più intervalli temporali, presentando sfide continue per le altre criptovalute.
La prospettiva storica rafforza il quadro. Il mercato ha attraversato 122 giorni senza una altseason e sono trascorsi 1.456 giorni dall’ultima altcoin year. Questa costante sovraperformance di Bitcoin segnala cambiamenti strutturali di fondo nel mercato, non semplici trend temporanei.
SponsoredUna altseason viene tipicamente definita quando almeno il 75% delle prime 50 criptovalute supera Bitcoin in un periodo di 90 giorni. Questo parametro di settore, monitorato da exchange come Binance, oggi non è raggiunto, sottolineando il continuo controllo di Bitcoin.
Quattro barriere strutturali alla crescita delle altcoin
L’analisi di CryptoRank individua nella diluizione dei capitali la principale sfida per i mercati delle altcoin. Con i token tracciati passati da 5,8 milioni a 29,2 milioni nell’ultimo anno, i capitali si disperdono su troppi progetti. Questo limita gli acquisti mirati necessari per innescare ampi rally di settore.
Il secondo ostacolo riguarda la tokenomics. Molti progetti nascono con forniture circolanti basse ma valutazioni totalmente diluite molto elevate, collocando la maggior parte dei token nelle mani di insider sottoposti a periodi di vesting. Quando i token vengono sbloccati, la continua pressione in vendita frena la crescita del prezzo anche in presenza di domanda.
Allo stesso tempo, ora le altcoin si trovano a competere con nuove opportunità d’investimento. Le meme coin attirano capitali speculativi promettendo ritorni rapidi, intercettando trader che in passato avevano alimentato i rally delle altcoin. I futures perpetui e i mercati predittivi permettono anche a chi investe di puntare a leva senza acquistare e detenere token, drenando ulteriormente la domanda dalle altcoin tradizionali.
L’ultimo ostacolo arriva dai capitali istituzionali. I grandi investitori si sono concentrati su asset consolidati come ETH, SOL e XRP, ottenendo esposizione principalmente attraverso gli ETF. Questi strumenti offrono conformità e sicurezza, ma indirizzano la maggior parte dei nuovi fondi verso le crypto più grandi e liquide. In assenza di afflussi più ampi, le altcoin a bassa e media capitalizzazione fanno fatica a recuperare.
Perché 1 miliardo di dollari di token unlock mantiene alta la pressione
Questi fattori si rafforzano reciprocamente, limitando il potenziale di crescita delle altcoin. Mentre i capitali del retail si frammentano e gli istituzionali puntano agli asset principali, le altcoin di fascia media non riescono ad attirare acquisti sufficientemente continui per innescare cicli di rally. La nuova offerta derivante dagli sblocchi di token aggiunge pressione, rendendo ancora più difficile recuperare momentum.
L’attuale contesto rappresenta un netto cambiamento rispetto al passato. In precedenza, il minor numero di token disponibili concentrava i capitali sulle prime 100 crypto, favorendo rally più sincronizzati. Oggi, la frammentazione del mercato ostacola la possibilità di guadagni coordinati su tutto il settore delle altcoin.
Inoltre, la diffusione di strumenti di trading alternativi accentua questi trend. I contratti perpetui ad alta leva e i mercati predittivi binari offrono volatilità e potenziali ritorni simili a quelli delle altcoin, ma con barriere di ingresso ridotte e senza la necessità di possedere direttamente token.
Anche così, la permanente assenza di altseason non significa che siano scomparse per sempre. La storia mostra che possono verificarsi intervalli molto lunghi tra un ciclo guidato dalle altcoin e il successivo, e le condizioni attuali sono insolitamente prolungate. Gli investitori devono ora affrontare la sfida di comprendere se questa sia la nuova normalità o se i cicli di mercato torneranno, anche se in circostanze diverse.
Con l’avvicinarsi dell’ultima settimana di gennaio 2026, il mercato crypto continua a fare i conti con questi ostacoli strutturali. Se le altcoin riusciranno a superare la diluizione, la tokenomics difficile, la crescente competizione e la predilezione per gli asset principali, resta ancora da vedere. I prossimi mesi decideranno se questi venti contrari si riveleranno persistenti o se il mercato saprà adattarsi per favorire nuovamente una crescita più ampia delle altcoin.