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Deflussi crypto del 700%: anche gli investitori iraniani fuggono dagli exchange dopo gli attacchi aerei

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Scritto e revisionato da
Lockridge Okoth

02 marzo 2026 19:13 CET

Gli utenti crypto iraniani si sono precipitati a ritirare fondi dagli exchange nazionali dopo i raid aerei USA-Israele, innescando un aumento del 700% nei deflussi dalla piattaforma più grande del paese.

Nobitex ha registrato oltre 11 milioni di utenti e un volume di trading di 7,2 miliardi di dollari nel 2025.

Perché è importante:

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  • L’ondata di prelievi per panico mette in luce quanto velocemente gli shock geopolitici possano destabilizzare i mercati crypto nelle economie sottoposte a sanzioni.
  • Mostra anche come gli asset digitali rappresentino un’ancora di salvezza finanziaria quando i sistemi tradizionali sono minacciati.

I dettagli:

  • La società di analisi blockchain Elliptic ha registrato un’impennata del 700% nei deflussi da Nobitex, il più grande exchange crypto iraniano, nel giro di pochi minuti dagli attacchi aerei.
  • Nobitex in passato è stato collegato ai Corpi della Guardia Rivoluzionaria Islamica (IRGC) ed è stato usato, secondo quanto riportato, dalla Banca Centrale dell’Iran per sostenere il rial.
  • Al 2 marzo, Chainalysis ha segnalato che diversi exchange iraniani, tra cui Nobitex e Ramzinex, erano offline.
  • Ciò potrebbe essere dovuto a shutdown di internet ordinati dal governo o a danni alle infrastrutture causati dai bombardamenti.
  • I dati on-chain evidenziati da Arkham Intelligence mostrano che Nobitex ha sospeso le transazioni in uscita sul suo indirizzo Ethereum negli ultimi due giorni.
  • Le transazioni su TON proseguono, anche se gli analisti sospettano attività da parte di bot. In particolare, attualmente DOGE è il principale asset detenuto sulla piattaforma.

Il quadro generale:

I deflussi evidenziano il doppio ruolo delle crypto nelle zone di conflitto: uno strumento di fuga di capitali e resilienza finanziaria, ma anche vulnerabile a blackout delle infrastrutture e a interventi governativi.

Il settore crypto iraniano, storicamente segnato dalle sanzioni e dall’instabilità valutaria, si trova ora a fronteggiare nuove turbolenze in un momento di acuta crisi geopolitica.

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